• Rodolfo Felici

La fotografia ai tempi del coronavirus

In queste ore molti si lamentano di non poter uscire per fotografare l'inconsueto panorama della propria città deserta.

Eppure, scaricando sull'hard disk le foto scattate solo un paio di settimane fa in una piazza Venezia piena di gente, mi è passato per la testa un terrificante pensiero che ho subito cercato di allontanare: e se non fossero le foto scattate in questi giorni alle piazze vuote a stupire gli osservatori del futuro, quanto invece quelle delle piazze piene di gente, delle metropolitane, dei musei, dei teatri, dei bar, degli uffici postali e di tutti quei luoghi in cui - a partire dalla nostra nascita fino ad oggi - ci siamo trovati gomito a gomito, a meno di un metro di distanza, senza mascherine ed altri dispositivi di protezione individuale, dando la cosa per scontata? E se i nostri figli, guardando con nostalgia le foto scattate prima del 2020, si dovessero chiedere come doveva essere bello e strano camminare per la strada senza mascherina?


Una foto scattata al volo dall'autobus un paio di settimane fa. Era assolutamente insignificante allora, oggi mi ricorda cosa abbiamo perso.

Il vaccino potrebbe arrivare fra un mese, fra due anni o fra qualche secolo. Ci troviamo in una situazione assolutamente nuova, in un dramma collettivo che ci unisce nella certezza dell'incertezza, ma senza dubbio ci ritroviamo a vivere un momento storico. Di pandemie purtroppo l'umanità ne ha attraversate tante, ma le misure adottate in questi giorni per il contenimento a scala mondiale sono una assoluta novità. Nel bene e nel male, ogni nostra azione o decisione, ogni flashmob alla finestra, ogni telefonata ai nostri nonni, ogni picnic sul balcone, in questi giorni fa parte della storia con la S maiuscola. Rimanere a casa in quarantena con la vostra famiglia fa parte della Storia. Provare a far volare sulla terrazza condominiale un aquilone costruito insieme a vostro figlio fa parte della Storia. Andare al supermercato e mettersi in fila dietro a cinquanta persone con la mascherina fa parte della Storia. I cartelli "andrà tutto bene" alla cassa del supermercato fanno parte della Storia. Le scorte di viveri e le mascherine artigianali fanno parte della Storia. Il flashmob alla finestra nel cortile di casa fa parte della Storia.

Tutto fa parte della storia in queste ore, non solamente le strade vuote, e ed ogni istante è degno di essere documentato, ripreso, fotografato. Questa volta non serve sbarcare ad Omaha Beach per documentare un evento storico. Questa volta siamo tutti in prima linea, ed ognuno può fare la sua parte, rimanendo a casa e documentando la sua nuova quotidianità.


[Gli strani giochi ai tempi del Covid-19]

Riporre la macchina fotografica in un cassetto solo perché ci troviamo rinchiusi in casa, proprio in questo momento, sarebbe un imperdonabile errore. È la nostra strana quotidianità di oggi la storia del futuro, ed è nostro dovere documentarla per chi verrà, perciò fatevi un favore: tenete un diario (non solamente visivo), cercate di raccontare il vostro stato d'animo di questi giorni su un blog, un diario, attraverso il un fumetto, la poesia, il disegno o la fotografia, se volete fatelo con ironia e leggerezza se vi fa star meglio, oppure con con serietà, fatelo in qualsiasi forma ma fatelo, per i voi stessi di domani e per i vostri figli.

Poi, se possibile, condividete quei pensieri o quei momenti con altri, sui social, su WhatsApp, per telefono... qualsiasi modo va bene, l'importante è non restare soli in questo periodo, colmando il vuoto relazionale a cui siamo condannati. Sia benedetto lo smartphone e chi lo ha inventato, in questa situazione. Da strumento simbolo dell'isolamento relazionale è diventato la nostra ancora di salvezza, l'unico modo per rimanere in contatto con i nostri genitori, nonni, zii, cugini, nipoti, amici ed affetti lontani. E' il modo per inviarsi una barzelletta, una carezza, un consiglio. È uno strumento che nelle epidemie del passato l'umanità non aveva a disposizione, che ci rende più tollerabile la quarantena, ci consente di essere informati sul mondo e di rimanere in contatto con i nostri cari, aiutandoli sia emotivamente che operativamente. Ci consente di ordinare online la spesa per loro, tra le altre cose. Perciò scattate una foto a vostro figlio ed inviartela ai nonni, fate un video del concerto improvvisato nel vostro cortile ed inviatelo agli amici, continuate a fare videochiamate a parenti ed amici distanti, come certamente state già facendo. Anche questa è Fotografia con la F maiuscola, di cui andar fieri.


Una delle ultime passeggiate, quando ancora si poteva fare.

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